Dott. Riccardo Angeletti

Disturbi d'ansia

I DISTURBI D’ANSIA riconosciuti sono:
– AGORAFOBIA
– FOBIA SOCIALE
– FOBIE SPECIFICHE
– DISTURBO DI PANICO
– DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO
– DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATA
– DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS

La Fobia Sociale, il Disturbo di Panico e il Disturbo Ossessivo-Compulsivo sono trattati, più approfonditamente, nella sessione Psicoterapia.
Qui ci occuperemo di descrivere, brevemente, quelli rimanenti.

L’AGORAFOBIA: il suo significato “ paura dei luoghi aperti” è stato esteso a tutti i luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto nel caso di un Attacco di Panico (dei tipi “inaspettato” o “sensibile alla situazione”), o di sintomi tipo panico (attacchi Paucisintomatici).
Ci sono alcune situazioni che sono più tipiche nello scatenare l’agorafobia: il timore di uscire da casa per paura di svenire, l’essere in mezzo alla folla o in coda nel traffico, in un ristorante, l’essere su un ponte o dentro ad una galleria. Anche il viaggiare può costituire una situazione agorafobica: lo stare in treno, in automobile, in nave, in aereo, ecc., può costituire una situazione dalla quale l’agorafobico ritiene difficoltoso o imbarazzante uscire.
Spesso l’individuo ha paura di avere un attacco di panico o un attacco paucisintomatico in quelle stesse situazioni che quindi cerca sempre di evitare. L’evitamento, infatti, è un sintomo caratteristico, che funge anche da rinforzatore per il disturbo, visto il sollievo dall’ansia che ne consegue.

La FOBIA SPECIFICA è caratterizzata da un’ansia clinicamente significativa provocata dall’esposizione ad un oggetto o situazione temuti, che spesso determina condotte di evitamento. Tale paura risulta eccessiva o immotivata rispetto alla reale pericolosità  dell’oggetto. Questi comportamenti finalizzati all’evitamento dell’oggetto, l’ansia anticipatoria o il disagio nella situazione fobica tendono a interferire in modo importante con la vita abituale dell’individuo, quindi c’è una compromissione del funzionamento lavorativo (o scolastico) interpersonale e sociale, oppure l’individuo prova un forte disagio a causa della fobia.
Tra i vari tipi di fobia il DSM-IV cita:
– tipo animali: fobia verso uno o più generi di animali;
– tipo ambiente naturale: paura eccessiva di eventi o elementi come temporali, altezze, acqua;
– tipo sangue: iniezioni, ferite;
– tipo situazionale: come trovarsi in un tunnel, in ascensore, su ponti.

Il DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATA è caratterizzato da un’ ansia persistente che non è concentrata su un particolare oggetto o situazione, ma che permea il vivere quotidiano in ogni sua sfaccettatura. Le persone che hanno questo disturbo hanno il terrore di qualcosa ma sono incapaci di esprimere specificatamente di che paura si tratti; hanno grande difficoltà a controllare le loro preoccupazioni. A causa della tensione muscolare persistente e le reazioni alla paura, possono sviluppare emicrania, palpitazioni, vertigini e insonnia. Questi disturbi fisici, combinati alla intensa ansia di lunga durata, rendono difficile svolgere le normali attività quotidiane.

DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS: questo disturbo può svilupparsi in situazioni in cui una persona ha vissuto, o ha assistito ad uno o più eventi traumatici reagendo a questi con paura intensa, sentimenti di impotenza o di orrore, per più di un mese.
Un sintomo tipico è quello di rivivere l’evento traumatico più volte attraverso:
–           Ricordi spiacevoli ricorrenti dell’evento come immagini, pensieri o percezioni.
–           Sogni spiacevoli ricorrenti dell’evento che nei bambini possono trasformarsi in incubi.
–           Avere la sensazione che l’evento traumatico si stia per ripresentare, ad esempio avere illusioni, allucinazioni ed episodi dissociativi. Questi stati dissociativi, definiti flashback, possono avere durata variabile da pochi secondi ad ore o giorni e la persona si comporta come se stesse vivendo l’evento proprio in quel momento.
–           Un disagio psicologico molto forte oppure reazioni fisiologiche in presenza di elementi interni o esterni che rappresentano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico.

Per cercare di controllare queste reazioni spiacevoli, l’individuo mostra comportamenti di evitamento verso gli stimoli che possono essere legati al trauma, come pensieri, sensazioni, conversazioni o luoghi e persone. Può inoltre capitare che non ricordi aspetti importanti del trauma.
L’individuo poi può presentare una diminuzione della reattività verso il mondo esterno: ha un minore interesse verso attività o persone che prima considerava interessanti,e una minore capacità di provare sentimenti o emozioni. Questo aspetto viene definito “paralisi psichica” o “anestesia emozionale”.