Dott. Riccardo Angeletti

Disturbi dell'infanzia e dell'adolescenza

 

Il DSM-IV distingue quattordici tipologie di questi disturbi:

RITARDO MENTALE: si riferisce ad una condizione di interrotto o incompleto sviluppo delle facoltà intellettive e adattative. Il quoziente intellettivo (il rapporto tra età anagrafica ed età mentale) è di molto inferiore alla media, dai 75-70 punti in giù (contro i 90-109 di un’intelligenza considerata normale). Un altro criterio di diagnosi si riferisce al funzionamento adattivo del bambino, ossia alle abilità quali lavarsi, vestirsi, comprendere i concetti di tempo e denaro, viaggiare su mezzi di trasporto e fare compere, oltre che alle capacità di partecipare alle interazioni sociali. Esistono diversi gradi di ritardo mentale, da lieve a gravissimo.

DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO:

difficoltà ad apprendere i concetti basilari del calcolo (disturbo del calcolo o discalculia), della lettura (dislessia) e/o della scrittura (disturbo dell’espressione scritta o disgrafia). Queste difficoltà possono creare un forte disagio nel bambino, provocando stanchezza, demotivazione e possibili danni all’autostima, legati anche al confronto con i pari. In alcuni casi si potrebbe sviluppare una fobia scolare.

DISTURBI DELLE CAPACITA’ MOTORIE:

legati in particolare alla coordinazione motoria: si possono rilevare goffaggine, lentezza, difficoltà anche in attività semplici come il camminare.

DISTURBI DELLA COMUNICAZIONE:

esistono varie tipologie, possono riguardare la comprensione, la ricezione del linguaggio, e/o l’eloquio.
Nel Disturbo Espressivo del Linguaggio il bambino può sembrare desideroso di parlare, non riuscendo però a trovare le parole giuste per comunicare. Nel Disturbo della Fonazione è presente una comprensione adeguata del linguaggio, ma l’eloquio è tipico di bambini più piccoli. Per Balbuzie si intende un’anomalia nel fluire dell’eloquio, con frequenti ripetizioni o prolungamenti di suoni, pause tra le parole o ripetizione di parole monosillabiche.

DISTURBI GENERALIZZATI DELLO SVILUPPO:

gravi deficit della capacità di interazione sociale o della capacità di comunicazione, che si manifestano attraverso comportamenti, interessi e attività stereotipate. È il caso del disturbo autistico (grave alterazione nelle aree della comunicazione verbale e non verbale, dell’interazione sociale e dell’immaginazione o repertorio di interessi) , del disturbo di Rett (deficit multipli: perdita delle capacità manuali, isolamento, difficoltà psicomotorie), del disturbo disintegrativo della fanciullezza (disturbi nella comunicazione e nell’interazione sociale), del disturbo di Asperger (simile all’autismo, comporta notevoli difficoltà nelle relazioni sociali e schemi limitati e insoliti di interessi e comportamento).

DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE IPERATTIVITA':

disturbo neurologico presente fin dai primissimi mesi di vita che si può protrarre fino all’età adulta, connotato da una vivacità esasperata e incapacità di prestare attenzione. La persona è instabile e iperattiva, ha grandi difficoltà a mantenere la concentrazione.

DISTURBO DELLA CONDOTTA:

incapacità di mantenere un atteggiamento sociale accettabile: chi ne è affetto presenta insofferenza alle regole, aggressività verso persone, animali e cose, gravi problemi emozionali e comportamentali che portano alla messa in atto di comportamenti impulsivi (es. rubare, avere comportamenti violenti).

DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO:

è caratteristico di quei bambini che, con grandi difficoltà nell’adattamento sociale, presentano comportamenti ostili e provocatori, non rispettano regole, cercano di imporre la propria volontà fino a mettere in atto comportamenti di vendetta. E’ simile al disturbo della condotta, differenziandosi da esso per l’ assenza di un’estrema aggressività fisica.

DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE DELL’INFANZIA E DELLA PRIMA FANCIULLEZZA:

comprende tre tipi di disturbi, la pica (ingestione di sostanze non alimentari, come sabbia, ciottoli o capelli); il disturbo di ruminazione (continuo rigurgito e rimasticamento del cibo) e il disturbo della nutrizione (incapacità di mangiare normalmente e prendere peso).

DISTURBI DA TIC:

i tic sono parole o movimenti senza scopo, del tutto involontari, che tendono a ripetersi con ritmo irregolare. Uno dei più noti è la sindrome di Tourette, che si manifesta sia con vocalizzazioni che con tic motori.

DISTURBI DELL’EVACUAZIONE:

l’encopresi, si riferisce all’evacuazione delle feci in luoghi inappropriati, che si manifesta dopo i 4 anni di età. Per enuresi, si intende, l’ emissione di urine nel letto o nei vestiti dopo i 5 anni di età. E’ importante non sottovalutare questi comportamenti che a lungo andare potrebbero causare problematiche di autostima nei bambini e altre difficoltà psicologiche.

DISTURBO D’ANSIA DA SEPARAZIONE:

il bambino manifesta un’intensa sofferenza nell’allontanamento dai genitori o da altre persone care, ha problemi ad andare a scuola, a dormire da solo e può risultare preoccupato, fino all’ossessione, che possa succedere qualcosa di grave alle persone significative. Tale stato di ansia è inadeguato al livello di sviluppo e appare per la prima volta nei primi sei anni di vita.

MUTISMO SELETTIVO:

il bambino si rifiuta di parlare in determinate circostanze o con determinate persone, nonostante riesca a farlo in altre; questo dato potrebbe anche essere legato allo stress di un cambiamento, oppure a tematiche di maggiore problematicità..

DISTURBO REATTIVO DELL’ATTACCAMENTO DELL’INFANZIA E DELLA PRIMA FANCIULLEZZA:

comprende tutti quei bambini o fanciulli che presentano un’estrema fatica nel rapportarsi in modo appropriato all’ambiente esterno. Si distinguono due tipi principali di disturbo, uno inibito (il bambino è freddo, scostante, tende a isolarsi e a mantenere un atteggiamento vigile) e l’altro disinibito (socievolezza eccessiva, fiducia indiscriminata in chiunque). Tra le cause si può ritrovare una certa disfunzionalità nei rapporti familiari.