Dott. Riccardo Angeletti

Dipendenza da Email

Ormai, tutto il mondo lo si può trovare in Internet. Quest’ultimo permette qualsiasi tipo di lavoro, commercio, acquisto, informazione, ricerca e comunicazione, direttamente dalla propria abitazione. È proprio la comunicazione che sfrutta Internet maggiormente, permettendo alle persone di dialogare e comunicare, in ogni parte del mondo. I metodi più usati sono le chat, i forum (luoghi di incontro per discutere qualunque tipo di argomento) e le e-mail. L’e-mail rappresenta il servizio per il quale Internet s’è diffuso maggiormente in principio, e tuttora. Consente di ricevere e spedire messaggi di testo, audio, video ecc., a qualunque utente della rete con recapito istantaneo. L’e-mail oggi è considerata come il più importante e potente mezzo di comunicazione dopo il telefono, all’interno del quale si sviluppano relazioni interpersonali. Il messaggio viene inviato quasi alla stessa velocità del pensiero; fino al punto che “mandare un pensiero”, non è più una metafora, ma, quello che sembra accadere. Ma cosa succede quando l’uso della posta elettronica arriva ad essere un’ossessione? Si parla di e-mail addiction, ovvero dipendenza dalla posta elettronica che si può definire come una forma di possibile abuso del web e può essere considerata nel range dei disturbi comportamentali.

Dipendenza da e-mail – Ricerche e studi

Nell’e-mail addiction, con un clic si annullano le distanze geografiche e culturali facendo sentire alla persona, una sorta di onnipotenza virtuale e credendo di poter sviluppare diversi aspetti del sé. Ma si può davvero parlare di dipendenza fisica dall’inviare e/o ricevere e-mail, alla pari di quella provocata da droga e alcool? Ovviamente, parlando in termini oggettivi, la posta elettronica non induce cambiamenti biochimici, quindi non si può parlare di dipendenza in termini strettamente medici o fisici; ma lo si può fare in termini psicologici. Si possono verificare situazioni di abuso che nascondono difficoltà interiori.
La persona dipendente, è soprattutto maschio, di età compresa tra i 25 e i 40 anni, con carenze comunicative, problemi di emarginazione o ancora, con difficoltà familiari. Lavora quasi sempre in un ambiente informatizzato, magari con turni di notte o vive in una situazione di isolamento geografico.

Dipendenza da e-mail – Conseguenze

Nella comunicazione mediata da un mezzo tecnologico molti segnali non verbali vanno perduti e la ricchezza dei testi digitali spesso non basta per farci comprendere con chi abbiamo a che fare dall’altra parte dello schermo. L’e-mail infatti, solo in apparenza può facilitare il contatto con gli altri. In realtà garantisce protezione emotiva; la distanza fisica consente un risparmio di sentimenti ed evita di metterli in gioco direttamente. Oltre a connetterci agli altri, progressivamente ci si allontana, disconnettendoci dalla realtà. Offrire nuovi modi di esprimerci e sperimentare altri modi di essere, ci aliena dalla quotidianità e dalla realtà concreta. La mancanza di contatto diretto e la protezione fornita dall’interfaccia digitale, consente una difesa fisica ed emotiva, per cui comunicare ed interagire appare più facile della realtà. Il virtuale diventa così un’alternativa al dolore e alla solitudine. Ma qual è il confine che separa un uso eccessivo delle e-mail da una dipendenza patologica? Primo, bisogna ricordarsi che, come in tutti i tipi di dipendenze, le persone non si rendono conto della loro schiavitù, se non quando ormai hanno toccato il fondo.

Di solito una qualche consapevolezza riguardante il comportamento patologico in questione affiora nell’utente nel momento in cui si rende conto di aver passato delle ore (anche 10 consecutive) on-line, davanti al monitor con la speranza di vedere apparire all’improvviso sullo schermo l’indicazione “new mail”, ovvero messaggi nuovi nella sua casella di posta elettronica. È ovvio che la dipendenza sia iniziata molto prima. Uno dei primi campanelli di allarme, è l’impiego ossessivo della casella virtuale. Si sente il bisogno di controllarla in continuazione, anche dopo solo cinque minuti dalla volta precedente, anche se non si sta aspettando niente in particolare. Di solito segue poi, la moltiplicazione degli account, ovvero propri indirizzi e-mail.

Gli e-mail dipendenti, ne hanno decine differenziati per usi diversi: amici, lavoro, persone conosciute occasionalmente in rete, comunicazioni formali, newsletter, ecc. Con questo sistema si può decidere quali aspetti della propria personalità mostrare agli altri. Ulteriore campanello d’allarme che fa sottendere una dipendenza da e-mail, è “l’e-mail rage”, ovvero manifestazioni di rabbia, a volte anche molto aggressive, alla cui base c’è una componente di frustrazione. Appare particolarmente quando i messaggi si fermano in rete, si perdono, oppure si aprono solo in parte. A rischio sono persone con difficoltà comunicative, in tal caso la dipendenza costituisce un comportamento di evitazione, dove il soggetto si rifugia nella rete per non affrontare le sue problematiche esistenziali.

Dipendenza da e-mail – Impatto sulla famiglia

L’e-mail addiction ha conseguenze disastrose sulla famiglia. L’utilizzo ossessivo-compulsivo di Internet e della posta elettronica, porta la persona ad alienarsi dal resto del mondo e dalla realtà. La persona si crea un proprio mondo fatto di cose irreali, allontanandosi dalle sue responsabilità di genitore, coniuge e amico. Diventa l’interesse principale, facendolo dimenticare tutto il resto e portandolo ad avere degli atteggiamenti aggressivi, se disturbato. Il genitore, dimentica il suo ruolo e di conseguenza anche i figli, poiché pensa solamente alla posta che potrebbe aver ricevuto. Anche a livello di coniuge, c’è un drammatico cambiamento. Non si dimostra più interesse alcuno nel proprio partner, addirittura lo si considera quasi un peso, perché non permette la libera navigazione in Internet.